Le risposte al Sinodo della diocesi francese d’Angoulème sulle persone omosessuali

Estratto dalle risposte al questionario di preparazione del Sinodo sulla famiglia 2014 tratto da Eglise d’Angoulême, bollettino bimestrale di attualità diocesana del 23 febbraio 2014, n°4, p.8, tradotto da Marco Galvagno per il Progetto Gionata.

Esistono nella nostra diocesi d’Angoulême (Francia) due gruppi di cristiani coinvolti dall’omosessualità, un gruppo di condivisione che si riunisce ogni due mesi per persone omosessuali della regione ed un altro per i genitori delle persone omosessuali, entrambi fanno parte dell’associazione Devenir un en Christ.
Le prese di posizione della chiesa, o almeno di certi vescovi che si sono espressi e dei fedeli che li hanno seguiti, al momento dell’approvazione (ndr in Francia) della legge del matrimonio per tutti sono apparse violentemente ostili ai gay. Erano condivise anche dai fedeli che sono rimasti in silenzio?

La chiesa francese non è stata ne positiva ne costruttiva e i suoi discorsi negativi al momento (dell’approvazione) dei Pacs sono rimasti nella memoria. Un gran numero di persone omosessuali che conosciamo sono state tentate di lasciare la chiesa in questi momenti e alcune non torneranno, dato che le loro ferite sono troppo profonde. Queste situazioni rimangono ancora oggi tabù, nascoste, non se ne parla alla luce del sole.

La maggioranza dei preti non è preparata su questi temi e la maggioranza delle assemblee parrocchiali, di solito formate da anziani, non ha ricevuto dalla chiesa le istruzioni necessarie per l’accoglienza e l’attenzione ai gay e alle lesbiche.
Un gran numero di persone omosessuali credenti impegnate nascondono questa loro dimensione di vita per paura di non essere capiti o addirittura esclusi dalla propria comunità.
Bisogna accogliere le persone omosessuali come le altre e per farlo bisogna convertire lo sguardo della comunità e quello dei pastori. Bisogna convertire lo sguardo di ciascuno di noi e dare ai responsabili dei gruppi parrocchiali una formazione adeguata su questi temi. Bisogna diffondere i lavori dei teologi moralisti che già da più di trenta anni lavorano su queste tematiche.

A partire dalle acquisizioni dei loro lavori potremo costruire un vero progetto pastorale per le persone omosessuali, considerando che un amore tra persone dello stesso sesso è fecondo non solo per le due persone coinvolte, ma anche per quelli che li circondano.

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Testo originale: Eglise d’Angoulême (France): Sur les unions de personnes de même sexe (PDF)

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