Le risposte dei Cattolici LGBT Inglesi alle domande sul Sinodo della Famiglia

Comunicato del LGBT Catholics Westminster Pastoral Council (Consiglio Pastorale di Westminster per i Cattolici LGBT, Gran Bretagna) del 18 dicembre 2013, liberamente tradotto da Giacomo Tessaro per il Progetto Gionata.

Il LGBT Catholics Westminster Pastoral Council, un gruppo che rappresenta i cattolici e le cattoliche lesbiche, gay, bisessuali e transgender (LGBT) di Westminster*, ha scritto ai vescovi di Inghilterra e Galles chiedendo loro di prendere in considerazione un vasto programma di sostegno pastorale.
Tale azione è una risposta alla consultazione sulla famiglia, ampiamente pubblicizzata, che avrà luogo durante il Sinodo straordinario di Roma che esaminerà numerosi problemi inerenti la vita famigliare, il controllo delle nascite e le relazioni omosessuali.

“Nella grande maggioranza delle parrocchie cattoliche del Regno Unito non esiste una cura pastorale specifica per i cattolici LGBT” afferma il documento. “La parrocchia cattolica media molto probabilmente non farà cenno a questa cura pastorale nel suo bollettino e nemmeno riconoscerà le specifiche esigenze dei cattolici LGBT.” In riferimento al sostegno pastorale disponibile alla chiesa dell’Immacolata Concezione a Farm Street nel centro di Londra, il consiglio chiede che tale considerazione venga “estesa a livello nazionale”.
Il testo è stato trasmesso a Elizabeth Davies del Progetto Matrimonio e Famiglia presso la Conferenza Episcopale in vista dell’incontro del gennaio 2014, nel quale le risposte alla consultazione verranno discusse nel dettaglio. Potete leggere il testo in basso.

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Lettera dei cattolici LGBT alla Conferenza Episcopale d’Inghilterra e Galles (inviata il 12 dicembre 2013)

In risposta al recente questionario proposto ai fedeli e alla consultazione che si sta preparando, vorremmo condividere le seguenti osservazioni sulla cura pastorale dei cattolici LGBT in Inghilterra e Galles, osservazioni che proponiamo all’attenzione della Conferenza Episcopale di Inghilterra e Galles che si prepara a fornire la sua risposta a Roma entro il 31 gennaio 2014. Vi saremo grati se confermerete di avere ricevuto il documento e che esso verrà incluso tra le risposte dei fedeli alla Conferenza Episcopale di Inghilterra e Galles.

1) Nella grande maggioranza delle parrocchie cattoliche del Regno Unito non esiste una cura pastorale specifica per i cattolici LGBT. La parrocchia cattolica media molto probabilmente non farà cenno a questa cura pastorale nel suo bollettino e nemmeno riconoscerà le specifiche esigenze dei cattolici LGBT. Al contrario troviamo numerosi gruppi dedicati a lingue straniere e gruppi etnici, Giustizia e Pace, Madre e Bambino etc.; tutto questo è lodevole.
L’effetto che questo ha solitamente sui cattolici LGBT è farli sentire perlopiù invisibili e non riconosciuti quando le cose vanno bene, o peggio, di sentirsi esclusi, semplici soggetti dei distanti pronunciamenti gerarchici che parlano delle persone LGBT come se non appartenessero alla comunità dei fedeli. Nella vita quotidiana delle parrocchie c’è timore di riconoscere pubblicamente e provvedere pastoralmente ai cattolici LGBT.

2) L’insegnamento della Chiesa sull’omosessualità, con l’utilizzo di termini quali “oggettivamente disordinato”, assieme alla diffusa mancanza di cura pastorale, ha fatto sentire molti cattolici LGBT profondamente sgraditi nella Chiesa cattolica nella quale sono cresciuti: questo porta, in molti casi, a situazioni di grande dolore. È chiaramente una cosa sbagliata che i battezzati si vengano a trovare in un tale isolamento, nella difficile posizione di praticare la loro fede per conto proprio, senza una comunità che li sostenga e li arricchisca.
Tale situazione porta in molti casi al suicidio, alla depressione e a problemi mentali, fisici ed emotivi. Questa è una grave responsabilità che i vescovi devono affrontare. Chiediamo dunque che venga sviluppata una completa strategia pastorale per assicurare il massimo sostegno ai cattolici LGBT nel loro cammino di fede e di vita, che è una responsabilità primaria della Chiesa. “In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me” (Matteo 25:40).

3) C’è bisogno di profondo dialogo e ascolto tra la gerarchia e i laici. Questo questionario è un tentativo in questa direzione, che accogliamo con gioia. Tuttavia, a meno che non sia accompagnato dall’esperienza vissuta a livello parrocchiale e diocesano tra i laici, i sacerdoti e i vescovi, non porterà abbastanza frutto.
Ci sono molte ferite da guarire all’interno della Chiesa, come ha detto papa Francesco, e desideriamo approfondire il processo iniziato dal Consiglio Pastorale di Westminster per i Cattolici LGBT con il sostegno dell’Arcidiocesi di Westminster e sostenerlo a livello nazionale.

4) Noi crediamo che la grazia di Dio continua a sostenere i cattolici LGBT nel loro cammino di fede nonostante i molti ostacoli, la mancanza di aiuto e l’ignoranza che molti di noi sperimentano nelle chiese locali.
Nella nostra comunità vi è un certo numero di persone appartenenti ad altre denominazioni cristiane interessate a diventare cattoliche. Nonostante il vetriolo talvolta gettato in faccia alle persone LGBT da alcuni membri della gerarchia cattolica, siamo testimoni di questi cristiani LGBT che desiderano diventare cattolici. Noi crediamo che questo sia un segno di Dio che indica che Egli chiama tutti a credere e a vivere con Lui in comunità.

Ci sono molte altre questioni che vorremmo condividere con i responsabili riguardo alle esperienze dei cattolici LGBT e queste note sono solo una piccola parte. Nel frattempo esprimiamo la nostra gratitudine al sostegno pastorale che la diocesi di Westminster offre dal 2006 e speriamo di vederlo diffondersi e arricchire la Chiesa a livello nazionale e internazionale, perché la parola di Dio possa davvero raggiungere e saziare ogni cuore.

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* Il Consiglio era precedentemente noto come Consiglio Pastorale delle Messe di Soho (SMPC) e si incontrava nella chiesa di san Gregorio e dell’Assunta in Warwick Street a Soho prima di trasferirsi nella parrocchia gesuita di Mayfair nel marzo di quest’anno.

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Testo originale: Letter from LGBT Catholics to the Bishops’ Conference

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