Quando una Chiesa è inclusiva con tutti

Articolo tratto dal sito Gay Aglican (Francia) dell’agosto 2004, liberamente tradotto da Domenico Afiero del Progetto Gionata.

“Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna” (Giovanni 3:16). La nozione d’inclusione, apparsa negli Stati Uniti, è ancora poco diffusa in Europa. Eppure, è essenziale per i cristiani, perché essa fa riferimento all’amore di Dio per tutti gli uomini, senza distinzione alcuna.
All’entrata della maggior parte delle chiese episcopali, si può leggere l’iscrizione seguente: “La Chiesa episcopale ti accoglie”. È un modo per esprimere la sua volontà d’inclusione.

Il Vangelo, come è scritto in Giovanni 3:16, è per tutti. Il Vangelo non è riservato solo ad alcuni. Gli Apostoli hanno ricevuto il comandamento di annunciare la Buona Novella a tutto il creato: “chi crederà e sarà battezzato sarà salvo, ma chi non crederà sarà condannato” (Marco 16,16).

A tutti coloro che credono in Gesù e all’opera che ha compiuto sulla croce è promesso la vita eterna. Nulla implica o dice che la Buona novella sia riservata a un particolare gruppo per etnia, sesso, orientamento sessuale, ricchezza, stato civile o tipo di famiglia. Il Vangelo deve essere offerto davvero a tutti, senza pregiudizi né giudizi.
Molte istituzioni cristiane sono arrivate ad escludere certe persone. Certi sono esclusi perché hanno divorziato; altri perché hanno formato una famiglia monoparentale; altri perché sono attratti da qualcuno dello stesso sesso. Il cristianesimo è visto spesso come la religione destinata agli eterosessuali, alle famiglie ed ai ricchi. I cristiani inclusivi sanno che tutto ciò non è il cristianesimo che Gesù ha proclamato ed insegnato. Non è il messaggio della Bibbia!

Certe istituzioni cristiane hanno cominciato a cambiare. Le Chiese multi-razziali sono più frequenti e i poveri cominciano ad essere considerati di più. Tuttavia, i gay e i divorziati sono considerati ancora come cristiani di seconda classe. Queste chiese hanno fatto progresso abbastanza per non vietare più ai gay tutti i sacramenti, ma continuano ad escluderli da alcuni di quest’ultimi.
Per esempio, una persona divorziata non può ricevere il sacramento del matrimonio oppure un omosessuale non può sposarsi con una persona dello stesso sesso che ama. Un gay può vedersi rifiutare l’ordinazione sacerdotale e, spesso, il più semplice interesse pastorale. Eppure, queste Chiese incoraggiano la comunità LGBT a pregare ed ad unirsi a loro, ma senza considerare i fedeli LGBT come parte a sé della Chiesa.

I cristiani inclusivi sono coloro che comprendono e propongono i concetti di accettazione e di amore incondizionati di cui il Vangelo è pieno. I cristiani inclusivi combattono i pregiudizi di razza, di status economico, di stato civile, di genere, di orientamento sessuale, di nucleo familiare o qualsiasi altro pregiudizio e pensano che tutti debbano poter accedere ai sacramenti, perché “Non c’è qui né Giudeo né Greco; non c’è né schiavo né libero; non c’è né maschio né femmina; poiché voi tutti siete uno in Cristo Gesù. (Galati 3:28)

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Testo originale: Qu’est-ce qu’une Eglise inclusive ?

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