Quale pastorale per le persone omosessuali? Una riflessione della Diocesi di Grenoble-Vienne (Francia)

Lettera d’informazione della Pastorale Famigliare della diocesi cattolica di Grenoble-Vienne (Francia) del 9 agosto 2014, liberamente tradotta da Rita

Attualità: il “matrimonio per tutti” ha messo in luce una realtà che finora era tabù. Nella lettera alle famiglie, noi speriamo di chiarire le origini dell’omosessualità, di chiarire il pensiero della chiesa (cattolica) e infine ci domandiamo: quale pastorale per le persone con tendenze omosessuali?
Nelle nostre riflessioni ci appoggeremo a differenti punti di vista e a molte citazioni di trattati sull’omosessualità e sui testi della chiesa cattolica..
Omosessualità: di che si tratta?.

Il ” termine” omosessuale è apparso la prima volta nel 1870 per demarcare la differenza di orientamento sessuale. Prima si parlava di atti. “L’omosessualità designa le relazioni tra uomini e donne che provano attrazione sessuale, esclusiva o predominante, verso persone dello stesso sesso” (Catechismo della chiesa cattolica n.2357)
L’orientamento sessuale può essere permanete o passeggero, legato a dei momenti di vita, di crisi esistenziale o alle circostanze. Non è una malattia da cui si può guarire. Può essere sia femminile che maschile.
“L’accettazione della propria omosessualità non avviene dal giorno alla notte, è il risultato di un lungo percorso. È per questo che noi possiamo dire in tutta tranquillità che le persone non nascono omosessuali.
L’omosessualità non è uno stato ma un processo. L’evoluzione psicologia ha i suoi ritmi che variano per ogni individuo” (Marina Castaneda, psicoterapeuta, nel suo Comprendere l’omosessualità, édition poche 2013).

Per Xavier Thévenot, teologo moralista, nel suo “Homosexualités masculines et morale chrétienne” (Omosessualità mascolina e morale cristiana, 1985): “esistono sia omosessuali che persone omosessuali, da cui deriva la complessità dell’omosessualità e la difficoltà di un vero e proprio discorso etico sulla questione.
Il soggetto omosessuale non può essere ridotto a questa sola dimensione del suo essere. Tutto l’uomo nella completezza del suo essere è chiamato alla santità qualsivoglia sia la sua struttura fisica e orientamento sessuale;egli è quindi chiamato a rispondere con anima e corpo.
Una persona non è mai solo il suo orientamento sessuale Ogni uomo è sacro.

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Quale ne è la causa?

L’origine dell’omosessualità è sconosciuta. Non esiste una risposta univoca. “Non credo ci sia una spiegazione così come per i fenomeni fisici. E poi bisogna considerare altri parametri biologici, sociologici e, perché no anche genealogici.” (Jacques Arènes,psicoanalista, in Les chrétiens et l’homosexualité, Presses de la renaissance, 2004, Claire Lesegretain).

“C’è un’unica certezza al momento ed è che non esiste un’unica “causa” per essa.  È meglio parlare di fattori contribuenti alla nascita e allo sviluppo di questa realtà, dato che le origini dei nostri orientamenti sessuali (sia etero che omo) hanno radici molto profonde nelle nostre prime esperienze e riflettono una convergenza di molte circostanze biologiche, fisiologiche e sociologiche.” (P. Noël Simard, professore di teologia morale).


Il desiderio omosessuale

“La sola cosa evidente nell’omosessualità è il desiderio.  Questo è un fatto fisiologico innegabile, che si impone all’individuo che lo prova senza che lui lo abbia scelto.” (Philippe Arino in “L’homosexualité en vérité”/L’omosessualità in realtà, Frédéric Aimard Editeur, 2012)

L’omosessualità è “una sensibilità ancor prima di tradursi in sensualità e sessualità.” (Yves Navarre nella sua “Biographie”, Flammarion, 1981)

“Il desiderio è l’attrazione per la propria immagine riflessa in un altro, da qui la conseguente attrazione verso l’altro. Corso di Xavier Lacroix, teologo e filosofo.

“L’omosessualità non è un fatto di ordine morale. Non è ne’ uno “sbaglio”, ne’ un “peccato”, ne’ un “vizio”: è un dato di fatto. Il soggetto con orientamenti omosessuali non sceglie di averli, e sarebbe stupido e gravemente iniquo fargliene una colpa. È un fatto di fronte al quale bisogna organizzarsi in un modo o nell’altro.” (Marc Oraison, medico e prete in La question homosexuelle/La questione omosessuale, Seuil, 1975)

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Che ne pensa la chiesa?

Estratti dei n.1934, 2358 e 2359 del Catechismo della chiesa cattolica: “Creati a immagine del Dio unico, dotati della stessa anima e razionalità, tutti gli uomini hanno la stessa natura ed origine. Riscattati dal sacrificio di Cristo, tutti sono chiamati a partecipare alla stessa beatitudine divina: tutti quindi hanno uguale dignità.”
“Un numero innegabile di uomini e donne hanno immanenti tendenze omosessuali.  […] Loro vanno accettati e rispettati con amore e delicatezza. Si deve evitare ogni tipo di ingiusta discriminazione.
Anche loro sono chiamati a realizzare la volontà di Dio nella loro vita, e se sono cristiani ad unire al sacrificio della croce del Signore le difficoltà che loro incontrano a causa della loro condizione.”
“Anche gli omosessuali sono tenuti alla castità. Attraverso l’auto dominio, grande educatore della libertà interiore, e attraverso il sostegno di veri amici, con la preghiera e la grazia divina, si può e si deve avvicinarsi il più possibile alla perfezione cristiana.”

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Come la buona novella di Gesù Cristo, divulgata dalla chiesa, accoglie gli omosessuali pur nella diversità della loro situazione?

Lettera ai vescovi cattolici sulla pastorale a riguardo delle persone omosessuali (1986), estratti dei n.16 e 17: “Creato a immagine e somiglianza di Dio, la definizione di uomo e umanità non può essere ristretta al solo orientamento sessuale.
Tutti gli esseri viventi hanno i loro problemi personali, ma ugualmente hanno anche occasioni di sviluppo e delle risorse e talenti propri e unici.
La chiesa offre lo spunto, date le esigenze odierne fortemente sentite, di una pastorale sulla umanità delle persone, nel momento in cui rifiuta di considerare le persone solo in base come etero od omosessuali e invece, sottolinea che ogni essere umano ha le stesse fondamentali caratteristiche in quanto essere senziente e, per grazia divina, figlio di Dio ed erede della vita eterna.”
“In particolare i vescovi, hanno a cuore di sostenere, con tutti i mezzi a loro disposizione, lo sviluppo di pastorali dirette agli omosessuali e in più contando, pur nella piena fedeltà al cattolicesimo, sul contributo delle scienze psicologiche, sociologiche e mediche.”

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UGUALI MA DIVERSI
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Differenze uomo/donna. Se i due sessi sono uguali sono anche equivalenti?

Genesi 1, 27 : “Dio creò l’uomo a sua immagine, a immagine di Dio lo creò, maschio e femmina li creò.” Da queste parole sulle origini, la Bibbia insiste sull’aspetto sessuale della coppia umana, facendo della trasmissione della vita un dovere. Genesi 1, 28 : “E Dio li benedisse e disse loro: Crescete e moltiplicatevi, riempite la terra.”

“La differenza sessuale non è una diversità in più: se tutto il resto non è “sessuale”, gli uomini lo sono, sono marchiati dall’impronta della differenza sessuale.” (Philippe Cormier, “Ce mystère est grand/Questo è un grande mistero” in Communio, aprile 1993, p.25)

“In effetti, se il corpo è il vero simbolo dello spirito umano, allora la differenza sessuale è di sicuro una parte importante della sua persona.
Noi quindi, non possiamo dire che esiste solo una piccola differenza biologica tra uomo e donna, una piccola differenza con gravi conseguenze sociali.
Il sesso non è una regione del corpo ma un fattore determinante della persona, e di tutto ciò che è umano.” (Walter Kasper in “L’image sexuée/l’immagine sessuale” di Francis Martin, nella rivista Communio, aprile 1993, p.19)

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Eterosessualità, omosessualità, c’è una differenza?

“Sylviane Agacinski evidenzia come una corrente di pensiero contemporanea, iperculturalista, vorrebbe imporre l’idea che l’essere umano è il prodotto delle sue stesse strutture sociali, culturali e tecnologiche.
Questo sottrae l’uomo ad ogni condizione naturale, promuovendo altresì la differenza nelle sessualità al posto della differenza tra i sessi.
Ora, per la filosofia, la differenza delle sessualità, non elimina la differenza sessuale: si può parlare di omosessualità, bisessualità, eterosessualità se si pone come base l’esistenza di almeno due sessi, che non sono equivalenti.
La differenza sessuale non si comprende che a partire dallo schema della generazione: il sesso, è per poter generare, un potere maschile, un potere femminile. (Conferenza alle Settimane sociali di Francia 2012 sulla pertinenza della differenza uomo-donna. http://www.croire.com, gennaio 2013)

“La differenza sessuale in caso di omosessuali è più difficoltosa.” (Vincent Laupies, medico psichiatra)

“Anche se la società è più aperta, ha comunque la tendenza a voler eliminare la differenza.” (Danièle Brun, psicoanalista)

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TESTIMONIANZE

Dalla parte dei parenti: 

“Sylvain, nostro figlio, ai tempi aveva 22 anni, ci ha rivelato la sua omosessualità a settembre del 2000. Quello fu per mio marito e per me un terremoto, un annientamento totale; ci si aprì la terra sotto i piedi; fummo annientati…
Tra le numerose prove che i genitori possono affrontare, la scoperta di un figlio o di una figlia gay è una delle prove più particolari…  Qualcosa di estremamente profondo avviene in una coppia che scopre che ” la luce della mia vita” ha un orientamento sessuale differente dal loro.
Questo significa che il figlio lascerà la via da loro battuta per lui e percorrerà una via sulla quale loro non potranno proiettare il loro modello…
Non consideriamo i nostri figli solo in base alla loro sessualità, è a dir poco riduttivo.  Va bene, il nostro amore è messo alla prova, ma può comunque crescere e affermarsi con l’amore che riceviamo di ritorno.”

“Io so che soffre perche non potrà creare una famiglia, per non poter realizzare il suo sogno di adottare un bimbo bisognoso di affetto. Qualsiasi sia la sua scelta io sarò al suo fianco, lo sosterrò per il meglio.”
“David non ha scelto di essere omosessuale, è l’orientamento che si è imposto a lui. Mi sono sentito malissimo per averlo lasciato soffrire da solo, senza comprendere il suo travaglio interiore. La coercizione morale era troppo forte per poterlo confessare, ma lo ha detto comunque.” (Estratto di una testimonianza presa dalla rivista Pélerin, 4 aprile 2013)

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Dalla parte delle persone omosessuali:

“Mi resi conto di esserlo a 14 anni innamorandomi di un ragazzo della mia classe. La vissi malissimo ed ebbi un lungo periodo di incertezze, sofferenze, solitudine. Ci pensavo sempre.
La mia prima reazione è stata di chiedere a Dio di cambiarmi, io non volevo essere diverso.” (Estratto di una testimonianza presa dalla rivista Pélerin, 4 aprile 2013)

“È stato un prete, il primo, che mi ha fatto dire quello che non volevo dire. Grazie al suo ascolto, alla sua sensibilità, alla sua apertura, mi ha permesso di liberarmi da ciò che avrei potuto eternamente continuare a negare”.

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Dalla parte delle persone che ascoltano:

Estratto di una lettera di Jean-Marie Petitclerc, prete educatore, a Jonathan: “Alcune nostre chiese ci tengono a ricordare con forza alla nostra società – che ha spesso la tendenza di mettere tutto sullo stesso piano a rischio di negare tutte le differenze- che l’omosessualità non può avere lo stesso significato da un punto di vista etico.
Ma facendo questo, non ha intenzione di condannare le persone. D’altronde, secondo lo spirito evangelico, può essere reprensibile solo una decisione presa integralisticamente. Perché in questo caso tu parli prima di pensare.
La constatazione che tu hai il coraggio di fare – dato che è giusto accettarsi- non è il frutto di una decisione presa consapevolmente ma, sembra un’imposizione e in quanto tale è generatrice di scompiglio.
Si, Jonathan, sappi che qualsiasi sia il tuo orientamento sessuale sei principalmente chiamato a vivere. Sei chiamato ad amare: e Dio è e sarà sempre presente nel cuore di chi ti ama. Il più grande comandamento è quello dell’Amore.”

Mgr Daucourt, vescovo di Nanterre: “La posizione della chiesa è chiara. Essa scaturisce dalla riflessione antropologica: non si può affermare che ci sia equivalenza tra omosessualità ed eterosessualità; le persone omosessuali lo sanno e lo accettano da sempre.
Però, consideriamo che ci sono persone, cristiani, membri della chiesa… La questione non è sapere se sono d’accordo a seguire le regole ma, di valorizzare tutto quello che c’è di bello nella loro vita e di seguire il cammino di progresso da loro indicato, alla luce del vangelo.
Come avviene anche nell’accompagnamento spirituale di tutte le altre persone. Solo il loro rapporto con Cristo è importante. Ho fiducia in coloro che hanno desiderio di seguirlo e nello Spirito Santo.”
A chi serve?

Un’accoglienza di persone dalle tendenze omosessuali e dei loro amici si mette in piazza a Grenoble, in partenariato con la Pastorale delle famiglie, la Pastorale dei giovani e l’associazione Duec (divenire uno in Cristo).
Per dire qualcosa, per fare domande: Scrivere a Duec (divenire uno in Cristo). Quest’associazione (francese) ha per vocazione l’accoglienza di persone di tendenze omosessuali o persone vicine agli omosessuali ( genitori, congiunti, amici..) e di offrire a ciascuno un clima di rispetto, fiducia, per avanzare umanamente e spiritualmente, quali che siano le situazioni e la vita, e per progredire, in Cristo, verso una più grande vita interiore.  Per saperne di più, un sito www.devenirunenchrist.net

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Messaggio di Padre de Kerimel: Un impegno fermo e non violento: Tanti si sono mossi dopo il voto a favore del “matrimonio per tutti”, questo non è contro una categoria di persone…

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Messaggio di speranza della chiesa: “Gioie e speranze, tristezze e delusioni degli uomini di oggi, dei poveri soprattutto e di coloro che soffrono, sono anche le gioie e le speranze, tristezze e angosce dei discepoli di Cristo, e in Lui non c’è persona che non trovi posto nel suo cuore.  (Costituzione del Concilio Vaticano II, Gaudium et Spes n.1.

“Se il tuo cuore ti condanna, Dio è più grande del tuo cuore.” Giovanni 3, 20

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Testo originale: Lettre d’information des familles – Spécial “réflexions sur l’homosexualité”

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