Accompagnamento vocazionale e oltre

Abstract:  Essere una persona LGBT in Africa può fare paura. Troppi presidenti africani hanno sostenuto che “Nessuno può essere al contempo gay e africano”. Tabù e stigmatizzazioni sono molto frequenti. Il mio accompagnamento di persone LGBT è iniziato quando ero direttore vocazionale dei Gesuiti. Comunicavo, in qualche modo, che è buona cosa avere attrazioni omosessuali o essere gay ed in questo modo ho iniziato ad ascoltare  questo o quel giovane uomo che scopriva di essere gay e provava a capire come affrontare questa realtà.Qualcuno abbraccia la vita religiosa, altri si orientano verso altri percorsi di vita. La maggior parte ha sorprendente successo, ma molti portano con sè la paura al solo pensiero di doversi nascondere e che la Chiesa e la società possano rifiutarli qualora scoprano la loro condizione. Buona parte sono allontanati dalla Chiesa.
Dal momento che la Chiesa riflette sulla famiglia nel prossimo Sinodo, dovrebbe considerare che la Chiesa in Africa ha bisogno di aiuto per iniziare a fornire uno spazio in cui le persone LGBT possano ricevere una pastorale comprensiva e dove le loro famiglie possano apprendere come accoglierli con amore. Nella mia presentazione, partendo dalle prospettive culturali africane, desidero suggerire come noi in Africa possiamo diventare più aperti, accoglienti e  affermativi nei confronti delle persone LGBT.

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Leggeremo l’intervento di un sacerdote che lavora in Africa il cui superiore gli ha richiesto di mantenere l’anonimato.

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