Joseanne Peregin: “I timori e le speranze di una madre cattolica di un ragazzo Gay. Il punto di vista di un genitore”

Intervento di Joseanne Peregin (President of Christian Life Community- Malta) tenuto a “Le strade dell’amore”, conferenza internazionale per una pastorale con le persone omosessuali e trans. (Roma, Italia, 3 ottobre 2014), traduzione di Manuel J. Ellul
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Mai, nemmeno nei miei sogni più reconditi, avrei immaginato di dover pronunciare un discorso ad un congresso di teologi. Ma, di nuovo, non avrei mai immaginato che un giorno, sarei stata madre di un ragazzo gay.

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Dall’impossibilità alla responsabilità: suggerimenti per una pastorale cattolica con le persone omosessuali

Riflessioni del sacerdote e teologo P. James Alison, liberamente tradotte da Dino del Progetto Gionata

Se una domenica sera me ne andassi per la strada dov’è situato il mio appartamento a San Paolo, posso essere certo di una cosa: incontrerei centinaia di ragazzi; in realtà ragazzi omosessuali e lesbiche tra i 14 e i 18 anni di età.
Emo, dark, con creste mohicane e piercings, con il logo della biancheria intima rigorosamente in vista, e con ogni immaginabile varietà di vestiario come dimostrazione di tutta l’inquietudine e la gloria dell’adolescenza.

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Joseanne Peregin: “Le paure e le aspettative dei genitori con figli LGBT”

Joseanne_PereginAbstract: Impegno pastorale significa costruire un rapporto di amicizia che accompagni le persone nel loro cammino concentrandosi su un sostegno emotivo e sulla cura spirituale. Noi siamo inviati alle periferie per assumerci parte delle ostilità provate dagli omosessuali e dai transessuali, scegliendo di difenderli anziche’ giudicarli.

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Joseanne Peregin (53 anni, Malta) e’ una donna cattolica, madre di un omosessuale, che fu ispirata nel 2008 dalla visita nella sua isola di Suor Jeannine Grammick, tanto da fondare un gruppo di supporto per genitori cattolici all’interno di Drachma, la piu’ grande organizzazione LGBT maltese. Combinando la sua formazione spirituale ignaziana di più di 35 anni e le sue doti professionali manageriali, Joseanne coordina le varie funzioni pastorali e organizzative del gruppo di supporto alle famiglie. Recentemente, ha ultimato un mandato di sei anni come presidente di CLC Malta, organizzazione che fa parte del World Christian Life Community.

Unendo la sua realtà familiare con il suo ruolo di primo piano nella Chiesa, Peregin contribuisce a mantenere canali di dialogo con i vescovi locali, istituti religiosi e famiglie in un qualche modo ferite. Ha organizzato la visita a Malta di Margaret Farley e presto coordinera’ quella di James Alison. E’ diventata il primo “porto” per genitori disperati per la sessualità dei loro figli/e tanto che il suo telefono e’ diventato informalmente una sorta di “numero verde nazionale” usato da padre e madri che cercano di riconciliarsi con l’orientamento omosessuale dei propri figli.

Joseanne incontra e accompagna spesso famiglie in sofferenza, aiutandole a rafforzare le relazioni tra genitori e figli. Inoltre, organizza veri e propri cicli di incontri di supporto spirituale e umani.
Joseanne vorrebbe vedere la Chiesa di Cristo abbracciare la diversità come dono di Dio nella speranza che molti fedeli possano esserne arricchiti. Il suo pensiero rispecchia una Chiesa più compassionevole e meno giudicante. Nella sua vita personale, e’ sposata felicemente con Joseph da più di 30 anni e ha due figli e una figlia.

Antonietta Potente: “Dall’esilio all’inclusione, dall’attesa alla partecipazione: un nuovo approccio per le persone LGBT”.

Antonietta_PotenteAbstract: Rileggiamo la lunga storia di esclusione; raccogliamo le singole narrazioni di chi ha attraversato con i suoi sogni, i muri culturali e religiosi costruiti dall’immaginario collettivo sul genere. Oggi, invece, partecipiamo a un cammino di riscatto e dignità, ma nonostante tutto, continueremo a percorrere le vie dell’esilio, se questo significa parresia evangelica e vita secondo lo Spirito, nell’ambito politico-sociale dove si gioca la nostra fede.
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Antonietta Potente, teologa. Nata vicino al mar ligure nel 1958, dopo gli studi percorre il cammino della spiritualità mendicante, che segue tuttora diventando suora Domenicana. Nel 1989, a Roma, consegue il dottorato in teologia morale. Fino al 1993 insegnerà a Roma e a Firenze, presso università e centri di studi teologici. Il contatto con altre geografie, soprattutto quelle dell’America Latina e dell’Africa, dovuto al suo lavoro teologico, la sospingerà a lasciare l’Italia.
Dal 1994 fino al 2012 vivrà in Bolivia; insegnando all’università cattolica di Cochabamba e in altri centri di teologia dell’America Latina e accompagnando il processo di progressiva liberazione del popolo boliviano e di alcuni gruppi di donne nella periferia della stessa città. La sua teologia entrerà nel dialogo quotidiano con le culture e con altre discipline, uscendo dagli schemi più classici. Attualmente collabora con alcuni centri universitari in Italia.
La sua passione misticopolitica, la porta alla ricerca costante di un pensiero e di una pratica teologica che non si separi dalla realtà e soprattutto, perché la teologia non diventi proprietà di una piccola élite. Ama l’arte della scrittura. Tra i suoi numerosi scritti citiamo solo gli ultimi due: Un bene fragile: riflessioni sull’etica, Mondadori, 2011 e Umano più Umano, Ed. Le Piagge, 2013.

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PER APPROFONDIRE:

> La metamorfosi delle nostre prospettive. Testo di una conferenza tenuta da Antonietta Potente

> “Beati voi che ora piangete”. Registrazione della conferenza di Antonietta Potente, 11 marzo 2014 (file audio)

 

Mgr Geoffrey James Robinson: “Vers une nouvelle compréhension de la vie et de l’amour des LGBT”

Résumé: Il n’y a aucune possibilité de changer l’enseignement de l’Église au sujet des actes homosexuels sans un changement préalable de son enseignement sur les actes hétérosexuels. Par conséquent si on cherche un changement concernant les actes homosexuels, il faut œuvrer pour un changement concernant tous les actes sexuels. Il y a un besoin profond d’un tel changement.
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Monseigneur Geoffrey James Robinson a été ordonné pour l’archidiocèse de Sydney (Australie) en 1960, et il a été nommé évêque auxiliaire de Sydney en 1984. Il a des diplômes en philosophie, théologie et droit canonique, d’universités en Australie et à Rome.
Pendant de nombreuses années il a été le président du Conseil des Écoles Catholiques de l’Archidiocèse de Sydney et de la Commission de l’Éducation Catholique Australienne, en Nouvelles Galles du Sud. Il a œuvré pendant longtemps dans les domaines de l’œcuménisme et des valeurs professionnelles du ministère.

Il est l’auteur de livres sur le mariage, le divorce, l’annulation du mariage, l’Évangile de Marc et les expériences religieuses dans la vie quotidienne.
Depuis son départ à la retraite en 2004 il a écrit Confronting Power and Sex in the Catholic Church: Reclaiming the Spirit of Jesus (Faire face au pouvoir et au sexe dans l’Église catholique: retrouver l’esprit de Jésus) (2007), Love’s Urgent Longings (Les désirs urgents de l’amour) (2010) et For Christ’s Sake: End Sexual Abuse in the Catholic Church…for Good (Pour l’amour du Christ: mettre fin aux abus sexuels dans l’Église catholique… pour de bon) (2013): ces trois derniers livres visent à éliminer l’abus sexuel dans l’Église.

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Ressources:

Préface de Donald Cozzens, “Confronting Power And Sex In The Catholic Church” de Geoffrey Robinson, Liturgical Press, 2008, 1-5 (PDF)

Les relations sexuelles: d’où vient notre morale? de Mgr Geoffrey James Robinson (PDF)

Letizia Tomassone: “Il cammino delle Chiese Protestanti dal pregiudizio alla piena inclusione delle persone LGBT”

tomassoneAbstract: La storia inizia negli anni 1970 e 1980, con l’esperienza di alcune persone al “Centro Ecumenico Agape”, un’Accademia internazionale della Chiesa Valdese in Italia, di cui sono stata Direttora negli anni 90 e che ospita, tra le altre conferenze, anche riunioni di cristiani LGBT.
Queste persone arrivavano vestiti in giacca e cravatta, come in una maschera di rispettabilità, per poi cambiare e riapparire nei colori vivaci e gioiosi della loro vita gay durante la settimana del meeting.
Questo cambio di vestiti, che si ripeteva alla fine della settimana, esprimeva chiaramente la necessità di occultamento esistente in Italia in quel momento, specialmente per le persone omosessuali.
Ma abituarsi alla libertà fa crescere la libertà, e queste settimane cominciarono a influenzare i modi di vita di gay e lesbiche di fuori del Centro Agape.

Non è la vocazione della Chiesa ad essere il luogo della libertà? Di essere il sito di un banchetto così ben preparato che briciole di libertà possono cadere anche per coloro che si nascondono sotto i tavoli per timore di essere perseguitati1? Raccontare se stessi è uno delle tante vie verso un mondo di maggiore autenticità e di verità.
Ma se gli interstizi e le lacune si ampliano, l’intero edificio è in pericolo di crollo.  E in effetti, questo è ciò che vogliamo davvero: che questo edificio di etero-normatività crolli anche nelle chiese, perché si tratta di un edificio che nasconde e delegittima ogni altra esperienza di sé e del mondo.

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Letizia Tomassone è pastora della Chiesa Valdese in Italia, nata nel 1957, un figlio di vent’anni, ha ricoperto il ruolo di vice-presidente della Federazione Italiana delle Chiese Evangeliche (2006-2012) ed è attualmente incaricata del corso di Studi Femministi e di Genere presso la Facoltà Valdese di Teologia di Roma. Fa parte fin dall’inizio del Coordinamento delle Teologhe Italiane. E’ stata direttora del Centro Ecumenico di Agape, dove ha sviluppato la sua teologia femminista e progressista anche in dialogo con persone gay e lesbiche.
I suoi interessi particolari sono legati al dialogo interreligioso ed ecumenico e alla preoccupazione per la guarigione dell’equilibrio ecologico della Terra sottoposta a minacce ambientali.
Attualmente è coordinatrice della Commissione BMV su “fede e omosessualità”, ed è impegnata da decenni nel movimento lgbt per i diritti civili e per una sempre maggiore dignità delle persone lgbt nelle chiese, come creature di Dio.

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PER APPROFONDIRE:

Estratto dell’intervento di Letizia Tomassone nel libro collettivo curato da Paolo Rigliano, Gesù e le persone omosessuali, La Meridiana ed. 2014, pp.120-131.