Le cose cambiano. Perché “Dio si mette sempre dalla tua parte”

Testimonianza di Roberto G. per l’ebook “Le cose cambiano” del progetto Gionata.

Dopo aver creato l’uomo, Dio disse: “ è cosa molto buona”. “Tu ami tutte le cose esistenti e nulla disprezzi di quanto hai creato; se avessi odiato qualcosa non l’avresti neppure creata” (Sp. 11,24). Mi sono chiesto: “Dio già sapeva che ci sarebbero state persone che avrebbero amato persone dello stesso sesso? E questo era già nel disegno di Dio?
Se penso alle mie e altrui sofferenze, per chi ha vissuto e vive drammaticamente una condizione non voluta, bisogna rispondere di no! Dio, che ha creato l’uomo per la felicità piena, non può volerlo. Ma l’omosessualità esiste. E qui sorge una domanda: “Perché?”. Perché la stessa “creazione soffre le doglie del parto e attende di essere redenta”? (Rm,8,19-22) Perché la creazione è stata deturpata dal peccato originale?

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Quando una Chiesa è inclusiva con tutti

Articolo tratto dal sito Gay Aglican (Francia) dell’agosto 2004, liberamente tradotto da Domenico Afiero del Progetto Gionata.

“Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna” (Giovanni 3:16). La nozione d’inclusione, apparsa negli Stati Uniti, è ancora poco diffusa in Europa. Eppure, è essenziale per i cristiani, perché essa fa riferimento all’amore di Dio per tutti gli uomini, senza distinzione alcuna.
All’entrata della maggior parte delle chiese episcopali, si può leggere l’iscrizione seguente: “La Chiesa episcopale ti accoglie”. È un modo per esprimere la sua volontà d’inclusione.

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Le strade dell’amore. Perché una Conferenza internazionale per una pastorale con le persone omosessuali e transessuali?

Riflessioni di Gianni Geraci

Hanno scelto la vigilia del prossimo Sinodo straordinario dei Vescovi cattolici per proporre ad alcuni teologi, provenienti da varie parti del mondo, un tema impegnativo: «Quale pastorale con le persone omosessuali e transessuali». E ai vescovi che parteciperanno al Sinodo sulla famiglia, si vogliono rivolgere, in primo luogo, gli organizzatori di questa conferenza teologica internazionale. Non si può infatti parlare di famiglia senza parlare di tutte le famiglie, incluse quelle che hanno dovuto, che devono e che dovranno confrontarsi con l’omosessualità.

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